COMUNICAZIONE EFFICACE E POTERE DEI METAPROGRAMMI

Uno dei modi migliori per capire come fare una comunicazione efficace è diventare consapevole della sorprendente diversità delle reazioni umane rivolgendosi a gruppi di persone diversi.

Non si può fare a meno di notare come ogni individuo reagisce in modo diverso nei confronti della stessa cosa. Per esempio, raccontando una storia a persone diverse, una si può sentire folgorata, un’altra annoiata fino alle lacrime.
Quando racconti una barzelletta, una persona può ridere a crepapelle, un’altra può non muovere un singolo muscolo. Queste persone stanno ascoltando attraverso un differente linguaggio mentale. La domanda allora è: perché queste persone reagiscono in modo così diverso rispetto allo stesso messaggio? Perché una persona vede un bicchiere mezzo pieno ed un’altra uno mezzo vuoto? Perché ascoltando un determinato messaggio una persona si sente energica, eccitata e motivata mentre un’altra non evidenzia alcun tipo di reazione?

La questione è presto risolta!

Una delle regole della comunicazione efficace è la seguente:

Se cogli la chiave giusta per toccare le corde di un individuo, puoi fare di tutto, se tocchi quella sbagliata non puoi fare più nulla. Il messaggio più ispirante e profondo, la critica più intelligente, sono assolutamente privi di significato se non vengono recepite sia a livello razionale che emozionale dalla persona a cui sono rivolte.

Se vuoi diventare bravo nel persuadere, se vuoi diventare bravo nella comunicazione efficace, sia nel business che nella tua vita privata, devi saper trovare la chiave giusta.

Come dice il coach numero 1 al mondo Tony Robbins, il percorso giusto per una comunicazione efficace è costituito dai metaprogrammi.

I metaprogrammi sono la chiave attraverso cui le persone processano le informazioni, i modelli che ci aiutano a determinare come ciascun individuo elabora le sue rappresentazioni, i suoi comportamenti ed a cosa decide di dare importanza.
Noi modifichiamo, cancelliamo, generalizziamo la realtà perché la mente consapevole è capace di prestare attenzione a moltissime informazioni in ogni momento.

Il nostro cervello processa le informazioni molto di più di quello che fa un computer. E’ capace di trattenere uno straordinario ammontare di dati e li organizza in una configurazione che assume un significato diverso per ciascuna persona. Come un computer non può fare nulla senza un software che gli fornisce la struttura per determinate operazioni da compiere, nello stesso modo i metaprogrammi funzionano nel nostro cervello. Essi forniscono la struttura che organizza quello a cui noi prestiamo attenzione, danno un senso alle nostre esperienze, forniscono la base su cui noi decidiamo se qualcosa è interessante o stupido, è buono o rappresenta una minaccia. Per avere una comunicazione efficace con un computer devi capire il suo software, per avere una comunicazione efficace con una persona devi capire i suoi metaprogrammi.

Gli individui hanno modelli di comportamento ed è attraverso questi modelli che loro organizzano le loro esperienze che poi si esplicitano in determinati comportamenti. Solo attraverso la comprensione di questi modelli mentali puoi aspettarti che il tuo messaggio venga pienamente recepito, sia che si stia parlando di vendere una macchina che di dimostrare il proprio amore ad una persona.
Anche se le cose possono cambiare, c’e sempre un modello a cui ogni persona fa riferimento quando accede a delle informazioni ed organizza i propri pensieri.

 

COMUNICAZIONE EFFICACE: IL PRIMO METAPROGRAMMA RIGUARDA IL COMPRENDERE SE UNA PERSONA È ATTRATTA DA QUALCOSA OPPURE LA RIFUGGE

Tutti i comportamenti umani sono tesi a farci provare piacere oppure a farci evitare il dolore.
Tu rifiuti il fiammifero per evitare il dolore di bruciarti una mano, oppure ti fermi a guardare un bel tramonto per vedere lo spettacolo stupendo del sole che scivola nella notte. E questo vale per la maggior parte delle azioni che compiamo ogni giorno: una persona può voler camminare un miglio per andare a lavoro perché gli piace fare esercizio fisico ed un’altra fa la stessa cosa ma solo perché ha la fobia di trovarsi in una macchina. Non si tratta tanto di cercare piacere ed evitare il dolore ma di fuggire o essere attratti da qualcosa. Ma questo processo non è uno e assoluto. Tutti noi siamo attratti da alcune cose e fuggiamo da altre e nessuno risponde allo stesso modo nei confronti di un determinato stimolo, sebbene ognuno di noi abbia una determinata tendenza verso un modello o un altro.

Alcuni individui tendono ad essere energici, curiosi e ad essere attratti dal rischio, altri si sentono a loro agio se si muovono verso qualcosa di eccitante. Altri sono prudenti, diffidenti e protettivi e vedono il mondo come un posto pericoloso; cercano di tenersi lontano da qualsiasi fonte di pericolo e minaccia, non sentendosi per nulla eccitati da questo genere di emozioni. Se sei un venditore puoi promuovere il tuo prodotto in due modi: dicendo quello che il prodotto è capace di fare o sottolineando invece quello che non può fare. La strategia giusta da utilizzare dipende dalla persona con cui tu hai a che fare. Utilizzare il metaprogramma sbagliato ti allontana dalla strada della comunicazione efficace e preclude tutta la trattativa. Se stai provando a far muovere quella persona in una determinata direzione, tutto quello che lui vuole è trovare un buon motivo per tornare indietro invece.

Ricorda, su una stessa strada tu puoi andare in due sensi e lo stesso avviene con le persone. Per esempio se vuoi che tuo figlio faccia i compiti con maggior impegno, potresti dirgli: “faresti meglio a studiare, altrimenti non ti manderemo in un buon college”. Oppure: “Guarda Fred! Non ha studiato, è stato cacciato dalla scuola e passerà il resto della sua vita in una pompa di benzina… E’ questo quello che vuoi per la tua vita?”

Quanto credi che questa strategia funzionerà? Dipende da tuo figlio. Se è principalmente motivato da cose che vorrebbe evitare, allora potrebbe anche funzionare. Ma se lui si motiva con le cose che lo entusiasmano e che lo affascinano, potrai arrabbiarti fino a diventare blu ma il tuo approccio non avrà nessun risultato perchè gli stai parlando nel modo errato. E’ come se gli stessi parlando in latino mentre lui capisce solo il Greco. Per una comunicazione efficace, faresti meglio a motivare tuo figlio, dicendo: “se ti impegnerai a scuola potrai scegliere il college che preferisci!”

One Comment

  1. Irene Carraro-
    4 Luglio 2017 at 15:54

    Veramente molto interessante!

    Grazie! 🙂

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